Si può vivere off‑grid con un impianto fotovoltaico?

fotovoltaico off grid

Negli ultimi anni sempre più persone sognano di “staccarsi dalla rete” e vivere solo con l’energia del proprio impianto fotovoltaico. È un tema affascinante, ma spesso raccontato in modo superficiale o, peggio, usato per vendere soluzioni irrealistiche.
Facciamo chiarezza!

1. Cosa vuol dire davvero “vivere off‑grid”

“Off‑grid” significa letteralmente vivere senza allaccio alla rete elettrica: nessun contatore, nessuna bolletta, tutta l’energia arriva dal tuo sistema (pannelli, batterie, eventuali generatori di supporto).
Questo comporta tre conseguenze molto concrete:

  • Non puoi contare sulla rete nei momenti di bisogno
    Se finisce l’energia nelle batterie, non hai un “piano B” automatico. O hai un generatore di emergenza, oppure resti al buio.
  • Ogni kWh conta
    Devi conoscere e controllare i tuoi consumi: elettrodomestici, abitudini in casa, orari in cui usi forno, lavatrice, climatizzatore. Non esiste più il “tanto c’è la rete”.
  • Serve un impianto progettato al millimetro
    Dimensionamento dei pannelli, capacità delle batterie, scelta dell’inverter, tutto deve essere calibrato sulla tua vita quotidiana, non solo sulla superficie del tetto.

Per una baita isolata, una casa di campagna non allacciata o piccoli rifugi, l’off‑grid può essere una soluzione naturale. Per un appartamento in città o una villetta collegata alla rete, nella maggior parte dei casi è più sensato parlare di alta autonomia piuttosto che di distacco totale.

2. Come funziona un impianto fotovoltaico off‑grid

Un impianto off‑grid ha gli stessi elementi base di un impianto tradizionale, con una differenza fondamentale: l’energia in più non va mai in rete, ma finisce nelle batterie.
I componenti principali sono:

  • Pannelli fotovoltaici
    Trasformano la luce del sole in corrente continua.
  • Regolatore di carica
    Gestisce l’energia che va verso le batterie, evitando sovraccarichi e danneggiamenti.
  • Batterie di accumulo
    Conservano l’energia prodotta in più durante il giorno per usarla la sera, la notte e nei giorni nuvolosi.
  • Inverter
    Trasforma la corrente continua in corrente alternata, quella che usano le prese di casa e gli elettrodomestici.
  • Eventuale generatore di supporto (gruppo elettrogeno, ecc.)
    Può intervenire quando produzione solare e batterie non bastano.

In un impianto off‑grid, la progettazione parte sempre da una domanda semplice ma decisiva:
Quanta energia ti serve davvero ogni giorno e in quali orari?

3. Come si raggiunge l’off‑grid: passi concreti

3.1. Conoscere i propri consumi (non quelli “a spanne”)

Il primo passo è misurare o stimare con attenzione i consumi:

  • quali elettrodomestici hai (frigo, freezer, forno, piano cottura, pompe di calore, climatizzatori, ecc.)
  • quanta potenza assorbono (Watt)
  • per quante ore al giorno li usi

Da qui si ricava un valore indicativo in kWh/giorno. È il “numero chiave” per decidere tutto il resto.
In un’abitazione “essenziale” (luci LED, frigo efficiente, qualche piccolo elettrodomestico, niente grandi climatizzatori) i consumi possono anche stare sotto i 5–6 kWh/giorno. In una casa moderna con elettrodomestici completi e pompe di calore, si possono superare facilmente i 10–15 kWh/giorno.

3.2. Ridurre gli sprechi prima di aumentare la potenza

Per rendere realistico l’off‑grid, è quasi sempre necessario:

  • sostituire le vecchie lampadine con LED
  • scegliere elettrodomestici in classe alta (soprattutto frigorifero e freezer, sempre accesi)
  • evitare o limitare i carichi molto energivori (ad esempio, boiler elettrici, stufette elettriche, climatizzatori usati in modo continuo)
  • usare gli apparecchi più pesanti (lavatrice, lavastoviglie) nelle ore di sole

Ogni kWh risparmiato è un kWh in meno che l’impianto deve produrre e accumulare. Questo significa impianto più piccolo, meno batterie e meno costi.

3.3. Dimensionare impianto e batterie

In modo semplificato:

  • Potenza dei pannelli (kW): deve permettere di coprire i consumi giornalieri anche nei periodi meno favorevoli, come l’inverno, quindi non basta guardare i dati medi annuali.
  • Capacità batterie (kWh): va pensata per avere autonomia per almeno 1–2 giorni senza sole pieno, a seconda di dove si trova l’abitazione e di quanto vuoi essere “tranquillo”.

Ecco un molto indicativo, solo per capire gli ordini di grandezza:

  • consumi essenziali 4–5 kWh/giorno
  • impianto di 3–4 kW
  • batterie da 10–15 kWh

Non sono numeri da prendere come preventivo, ma aiutano a capire che l’off‑grid non è fattibile con un piccolo impianto da balcone o con 2–3 pannelli.

4. Costi e aspetti pratici di un impianto off‑grid

Un punto su cui noi di CVE siamo sempre molto chiari: l’off‑grid costa di più di un impianto fotovoltaico tradizionale connesso alla rete.
Questo per tre motivi principali:

  • Batterie grandi e di qualità
    Le batterie sono la parte più costosa. Per avere vera autonomia servono capacità importanti e tecnologie affidabili (ad esempio litio, spesso LiFePO₄), con cicli di carica/scarica garantiti nel tempo.
  • È necessario il sovradimensionamento dell’impianto
    L’impianto deve essere pensato per cavarsela anche in mesi meno soleggiati, quindi spesso si installano più pannelli di quanti ne metteresti in un classico impianto connesso alla rete.
  • Manutenzione e sostituzioni
    I pannelli possono durare 25–30 anni. Le batterie, invece, realisticamente vanno sostituite dopo 10–15 anni in base all’uso. È un costo che bisogna mettere in conto fin dall’inizio.

In sintesi: off‑grid è una scelta di stile di vita e di indipendenza, non un modo per “spendere meno possibile”.

5. Quando l’off‑grid ha senso e quando no

Ha senso, ad esempio, quando:

  • la casa è isolata e l’allaccio alla rete sarebbe molto costoso o complicato
  • vuoi un’abitazione “leggera” o una seconda casa in montagna o in campagna
  • accetti uno stile di vita più semplice e controllato, con grande attenzione ai consumi
  • hai la possibilità di integrare anche altre fonti (ad esempio un piccolo generatore per emergenza o altre rinnovabili)

Diventa poco sensato, nella maggior parte dei casi, quando:

  • hai già un allaccio comodo e funzionante
  • vivi in una casa “energivora” che non vuoi o non puoi rendere più efficiente
  • cerchi solo un modo per risparmiare sulla bolletta, senza cambiare nulla nelle abitudini

In tutte queste situazioni, esistono alternative più equilibrate, che vediamo subito.

6. Cosa fare se non si riesce (o non conviene) vivere totalmente off‑grid

Non essere 100% off‑grid non è un fallimento. Anzi, per la stragrande maggioranza delle famiglie la soluzione migliore è una combinazione intelligente tra rete e fotovoltaico, basata su:

6.1. Impianto fotovoltaico connesso alla rete

È la scelta più diffusa perché:

  • sfrutti il sole per autoprodurre gran parte della tua energia
  • quando produci più di quanto consumi, l’energia in eccesso viene immessa in rete (con meccanismi di scambio o ritiro)
  • quando non produci abbastanza, prendi il resto dalla rete e non resti mai senza corrente

È un modo semplice per tagliare la bolletta senza stravolgere la tua vita quotidiana.

6.2. Fotovoltaico con accumulo (batterie), ma restando collegati

Questa è una via di mezzo molto interessante:

  • massimizzi l’autoconsumo (usi di più l’energia che produci tu)
  • riduci ulteriormente i prelievi dalla rete, specie la sera
  • mantieni comunque il contatore come sicurezza: se per qualche giorno produzione e batterie non bastano, la rete copre il resto

In questo caso non sei “off‑grid”, ma puoi arrivare a coprire una fetta molto importante dei consumi annuali con il tuo impianto, con un livello di libertà già molto alto.

6.3. Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)

Un altro modo per avvicinarsi all’indipendenza, restando però dentro un sistema regolato e sicuro, sono le Comunità Energetiche Rinnovabili:

  • cittadini, imprese ed enti locali producono e condividono energia rinnovabile
  • chi partecipa può ottenere benefici economici sugli incentivi e partecipare attivamente alla transizione energetica
  • la rete resta, ma è usata in modo più intelligente e distribuito

Noi di CVE vogliamo darti più controllo e più vantaggi, senza spingerti verso soluzioni estreme e rischiose.

7. Come difendersi da promesse irrealistiche e truffe sull’off‑grid

Purtroppo il tema “indipendenza energetica” è molto usato in modo scorretto per vendere impianti sovradimensionati, inutili o mal progettati.

Alcuni segnali di allarme:

  • pubblicità che promettono “stacchi il contatore e non paghi più nulla” senza analisi dei tuoi consumi
  • preventivi standard “a pacchetto” per off‑grid, uguali per tutti, senza sopralluogo
  • forte pressione a firmare subito “per non perdere l’offerta”
  • poca chiarezza su garanzie, durata delle batterie, assistenza post‑vendita

Per proteggerti:

  • pretendi sempre un sopralluogo tecnico accurato, con valutazione del tetto, ombreggiamenti, quadro elettrico, reali abitudini di consumo
  • chiedi spiegazioni semplici: se non riescono a spiegarti le scelte di dimensionamento in modo chiaro, qualcosa non va
  • verifica anni di attività, lavori realizzati, presenza fisica sul territorio
  • confronta almeno due o tre proposte, meglio se con il supporto di qualcuno che non ha interesse a venderti per forza un impianto

Noi di CVE ti mettiamo a disposizione:

  • consulenze in presenza con i nostri esperti
  • analisi personalizzate, non “pacchetti magici”
  • comunicazione chiara su limiti e potenzialità delle diverse soluzioni (off‑grid, ibrido, con accumulo, CER)

Quindi, vivere off‑grid con un impianto fotovoltaico è possibile, ma non è per tutti e non è la scorciatoia per “zero problemi e zero spese”.
Per qualsiasi informazione vieni in uno dei negozi Centro Veneto Energie: trova quello più vicino qui.